Per le ferie di fine anno mi sono aggregato ad un tour di Viaggi Avventure nel Mondo in Cambogia. Ritrovandomi con una disponibilità di giorni di ferie limitata ho optato per una versione del viaggio centrata sulle rovine di Angkor e con una puntata finale nella capitale, Phnom Penh.

Un breve excursus sulla storia della Cambogia, utile per meglio comprendere sia la tappa di Angkor che quella di Phnom Penh. Le prime tracce di insediamenti umani in Cambogia risalgono al primo millennio a.C. Le popolazioni di questo periodo vivevano su palafitte e si nutrivano soprattutto di pesce e riso. La prima civiltà fiorente, quella di Funan, sorse però sul delta del Mekong solo verso il 300 d.C. Era un regno che viveva di commercio, in quanto collegato alla via della seta nel periodo in cui si svilupparono i traffici commerciali tra Asia e Medio Oriente. In questo stesso periodo furono importate nel paese le tradizioni religiose indiane: prima il culto di Shiva e Vishnu e solo successivamente il Buddismo. Dopo una frammentazione di questo regno, tra il 500 ed il 700 d.C. una parte del territorio fu riunito sotto il dominio di un nuovo regno, quello di Chenla.



Il massimo splendore della Cambogia però è racchiuso tra il IX al XIII secolo, quando buona parte del territorio dell’attuale Sud Est asiatico fu riunito sotto il dominio dell’Impero Khmer. Il regno di Kambuja, da cui il nome di Kampuchea o Cambogia, veniva amministrato dalla capitale Angkor. Questo sito archeologico rappresenta la seconda area archeologica al mondo per estensione dopo quella di Giza in Egitto e costituisce praticamente l’intero patrimonio artistico nazionale.

Angkor è stata una città molto diversa da come noi siamo soliti intendere una città. Anzichè essere il classico agglomerato compatto di abitazioni era invece una vasta conurbazione a bassa densità, cioè gruppi di templi e di abitazioni intervallati da campi di riso che complessivamente coprivano una superficie di più di 1.000 km² (per avere un’idea dell’estensione, avete presente i cinque distretti che compongono New York?!? 😎), con una popolazione di diverse centinaia di migliaia di abitanti. Secondo tali stime Angkor fu perciò il più vasto sito abitato in epoca pre-industriale. I vari gruppi di templi furono edificati dai differenti re khmer. Nell’Impero Khmer le regole di successione non erano ben definite (un po’ come nel tardo Impero Romano) ed alla morte di ogni re seguivano anni di guerra civile. Ogni volta che un pretendente sopraffaceva i suoi rivali e diventava re costruiva ex novo le strutture di culto ed il palazzo reale per affermare il proprio dominio. Spostando leggermente nella piana di Angkor la sede del proprio potere, senza però che le vecchie strutture fossero abbandonate. Un’altra particolarità dell’architettura Khmer è che le case ed i palazzi, incluso il palazzo reale, erano costruiti in materiali deperibili (legno, ecc.). La pietra era riservata ai templi, strutture che però non erano deputate ad accogliere assemblee di culto. I templi infatti venivano edificati per accumulare meriti spirituali ed erano destinati a dimora degli dei cui erano dedicati!


Dalla metà del XV secolo il regno khmer attraversò un lungo periodo di stagnazione economica, sociale e politica e passò sempre più sotto l’influenza dei regni vicini di Thailandia e Vietnam, che ne erosero l’estensione. Il momento più tragico fu quello compreso tra 1835 e 1845 quando la Cambogia divenne una regione del Vietnam, sotto il controllo diretto dell’imperatore vietnamita. Nel 1863 il re cambogiano offrì alla Francia di fare della Cambogia un suo protettorato e paradossalmente la colonizzazione fermò lo smembramento del paese e preservò cultura ed istituzioni (tra cui la monarchia stessa). La Cambogia ritrovò l’indipendenza dalla Francia nel 1953 per entrare in un periodo travagliato, legato al conflitto scoppiato nel Vietnam tra il Nord comunista ed il Sud alleato degli Stati Uniti. I comunisti cambogiani (Khmer rossi) capitanati da Pol Pot occuparono la capitale Phnom Penh il 17 aprile 1975. I Khmer rossi cercarono da subito di attuare un programma di ristrutturazione radicale della Cambogia, per trasformarla in una cooperativa agraria maoista. Fu abolita la moneta e fu sospeso il servizio postale, tutti i contatti con il mondo esterno furono tagliati e l’intera popolazione di Phnom Penh e delle altre città venne fatta trasferire nelle aree rurali, per lavorare nei campi. Nei quattro anni successivi, si assistette a deportazioni di massa e si stima che più di un milione e mezzo di persone persero la vita, tra cui la maggior parte degli intellettuali e dei lavoratori qualificati. Nel 1979 il Vietnam invase la Cambogia abbattendo la dittatura di Pol Pot ed occupando in vario modo il paese fino al 1989. Finalmente nel 1993 ebbero luogo le elezioni nazionali, che restaurarono la monarchia, ponendo il già deposto re Norodom Sihanouk a capo dello Stato.
Osservazione toponomastica. Buona parte dei nomi che ho riportato per le località cambogiane li ho presi dalle targhe esposte nei pressi dei luoghi stessi. Tenete presente però che spesso sul web si trovano grafie diverse (per esempio una y al posto di una i) o combinazioni diverse (a volte un tempio è chiamato Phnom qualcosa anziché Wat qualcosa)… comunque nulla di grave per i motori di ricerca, che comunque trovano facilmente quello che state cercando 😉
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