Quest’anno ho deciso di trascorrere le ferie di capodanno nel Sultanato dell’Oman grazie ad un viaggio organizzato da Viaggi Avventure nel Mondo (link al redazionale del viaggio qui). E’ al momento il posto del Medio Oriente più tranquillo e sicuro per un occidentale, del tutto fuori dalle dispute religiose tra sunniti e sciiti. Questo perchè la maggioranza della popolazione segue sì la religione islamica, ma nella versione ibadita. Gli ibaditi non considerano gli altri musulmani come kāfir (miscredenti), bensì come kuffār al-niʿma (coloro che rinnegano la grazia di Dio). Uno dei punti principali della dottrina è il ruolo attribuito alla purezza delle azioni: le intenzioni devono essere accompagnate da una corretta condotta. La professione di fede non è quindi sufficiente per essere considerati dei veri musulmani. Questo si riflette anche nei rapporti con persone di fede diversa: gli ibaditi mettono al centro la condotta virtuosa del singolo, piuttosto che la religione di affiliazione. Secondo il teologo ibadita Abu Muslim al-Bahlani, stimare o avere rapporti di amicizia con una persona onesta ma di credo diverso non solo è lecito, ma segue l’esempio del Profeta.
Questa premessa religiosa, unita ad una politica estera neutrale, ha permesso all’Oman di restare fuori dai conflitti mediorientali, guadagnandosi il soprannome di “Svizzera del Medio Oriente”.

L’Oman è uno stato antico la cui storia si perde nei secoli. Crocevia della via dell’incenso ai tempi delle carovane che trasportavano le spezie in Europa, ha visto il periodo di massimo fulgore tra il 1700 ed il 1800, quando divenne un impero coloniale controllando tratti della costa orientale africana e l’isola di Zanzibar. Vide poi un periodo di declino, finendo sotto il protettorato britannico a metà ottocento. L’Oman riacquistò una piena indipendenza dagli anni ’60 ed è governato dal 1970 dal sultano Qaboos bin Said al Said. Il sultano è un sovrano assoluto ma molto illuminato per gli standard mediorientali, tanto da aver portato fuori dal medioevo la società omanita attuando una politica di riforme e di progetti di sviluppo, soprattutto nel settore educativo e in quello sanitario.

Il viaggio si è dipanato nella parte settentrionale del paese, tra la costa e la catena montuosa degli Hajar, con una rapida puntata tra le sabbie del deserto del Wahiba Sands, una propaggine dell’immenso Rub’ al-Khali. L’Oman ci ha regalato fantastici scenari di roccia e sabbia ed una popolazione mite e socievole che ci ha incantato.
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