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2019

Myanmar

Nikon D5300 con Nikkor 18-200, iPhone X

Per il viaggio di capodanno 2019 ho scelto il sud est asiatico. È la mia prima volta in quest’angolo di mondo. Ed è la prima volta non perché non ne fossi incuriosito – Angor Wat o le sponde del Mekong sono posti che vorrei vedere da tempo. Ma per mere questioni climatiche. Ad Agosto, quando ho più settimane di ferie, l’afa la fa da padrona e questo mi ha sempre scoraggiato 😅

Ma la curiosità è sempre rimasta tanta e quindi alla fine mi sono deciso per un viaggio breve ma molto intenso… ma nella stagione secca! Caldo sì, ma non eccessivo 🌞 Ho scartato – come spesso faccio – le mete più gettonate per il capodanno, come Thailandia ed Indonesia. Nei limiti del possibile preferisco evitare di essere irregimentato con frotte di altri turisti a scattare le stesse, solite, viste e riviste fotografie 😅 E quindi ho scelto il meno gettonato Myanmar, che poi io continuo a chiamare Birmania perché quando impari un nome da piccolo risulta una forzatura cambiarlo da grande.

A questo punto risulta doverosa una veloce nota storica su questo paese. Dopo l’alternarsi delle civiltà Mon e Pyu, a seguito della migrazione nel territorio dei Bamar sorse il forte Regno Pagan che raggiunse grande splendore al tempo di re Anawratha (1044-1077), quando l’influenza dei birmani si espanse oltre i confini della Birmania attuale. Dal 1100 grandi parti dell’Indocina erano controllate dal Regno Pagan, che è chiamato comunemente primo impero birmano. Verso la fine del Duecento, le invasioni dei mongoli di Kublai Khan disgregarono il regno. Nel 1364 i birmani ristabilirono un proprio Stato con capitale Ava. Nel 1527 il regno fu disgregato questa volta dagli Shan. I birmani fuggiti da Ava fondarono il Regno di Toungoo nel 1531, sotto il comando di re Tabinshwehti, che riunificò il Paese e fondò il secondo impero birmano. Anche questo regno crollò, stavolta per l’intervento delle potenze europee ma la Dinastia di Konbaung lo riunificò per la terza volta, costituendo il terzo impero birmano. Dopo contrasti con la Cina ed una lunga guerra con il Siam, la Birmania fu invasa dall’Impero Britannico. Divenuta parte del Raj britannico dell’India fu poi invasa dal Giappone durante la II Guerra Mondiale per diventare finalmente indipendente alla fine del conflitto. Dopo una breve parentesi democratica la Birmania è stata governata da dittature militari fino al 2015, per poi tornare ad una democrazia di compromesso con il Tatmadaw, le forze armate del paese, un vero stato nello stato.

Ma perchè due nomi? La denominazione “Birmania” o “Burma” deriva dal nome dello Stato nella lingua locale colloquiale, Bama. La versione tipica del registro scritto e letterario è invece Myanma. Dopo il colpo di Stato del 1988 il regime dittatoriale decise che il termine Burma fosse troppo legato all’etnia maggioritaria dei Bamar, e quindi sgradito alle minoranze locali, e decise di rinominare il paese con l’etnicamente neutro Myanmar. Infatti oltre ai Bamar esistono almeno altre sette gruppi etnici principali: gli Shan, i Karen, i Kachin, i Chin, i Kayah, i Mon e i Rakhíne.

Altre curiosità che ho raccolto durante il viaggio. In primis i nomi delle persone. Di fatto manca il cognome e quindi non è facile capire i legami di parentela. Anche la settimana è divisa in modo originale. Infatti è divisa in otto parti, anziché sette. Questo perchè il mercoledì è suddiviso in mattina e pomeriggio!

Il Buddhismo pervade tutti gli aspetti della società e le cose che si incontrano sempre sono: i monaci buddhisti, le pagode, e le statue del Buddha. Per chiarirci, quando parliamo di pagode (dette anche paya) parliamo di due generi di costruzioni. Le stupa (dette anche zedi) sono quelle strutture a forma conica, edificate intorno ad un monte di terra (e quindi essendo piene, non sono accessibili al loro interno). I templi al contrario sono le classiche costruzioni dove è possibile entrare. I termini pagoda/paya e zedi/stupa si trovano spesso alternati ma l’importante è che sappiate che utilizzare l’uno invece dell’altro non cambia nulla nella sostanza.

Il Buddismo praticato in Myanmar è la versione Theravada (la dottrina degli anziani), la forma più antica, ortodossa e conservatrice che si basa sul rispetto maniacale delle regole monastiche originali e dei testi antichi. Come reazione al colonialismo britannico, che aveva distrutto le strutture sociali tradizionali, il buddismo è diventato simbolo di identità nazionale.

Ultima peculiarità: noterete spesso che uomini e donne hanno il volto decorato da una specie di pasta chiara. È il thanakha. Deriva dalla radice della omonima pianta ed ha la funzione sia di preservare la pelle dai raggi solari sia di lozione di bellezza.

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