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2026

Tunisia

Nikon D750 con Nikkor 24-70 e iPhone 16 Pro

Per il capodanno del 2026 ho scelto un tour prettamente archeologico nell’antica Provincia d’Africa dell’Impero Romano: la Tunisia! Ho viaggiato con Avventure nel Mondo aderendo al tour chiamato Tunisia Romana (link al redazionale del viaggio qui). Il tour prevede una settimana di spostamento nel nord della Tunisia con la visita dei siti archeologici di Cartagine, Dougga, Sbeitla ed El Jem per quanto riguarda la parte dedicata alle antiche vestigia romane. E di Tunisi, Qayrawan, Sousse, Hammamet per una visione dell’anima mussulmana della Tunisia.

Vi introduco il viaggio con un veloce excursus storico volto a focalizzare l’attenzione sui siti e le città che vengono toccate durante il tour. Nel 146 a.C. con la Terza Guerra Punica Roma conquistò e distrusse completamente la città di Cartagine, ponendo fine al secolare dominio fenicio su questi territori. Il territorio fu organizzato inizialmente nella Provincia d’Africa per poi essere esteso in quello della nuova Provincia di Africa Proconsolare, che comprendeva i territori dell’odierna Tunisia, la costa orientale dell’Algeria e quella occidentale della Libia. Sotto la Pax Romana questo territorio divenne molto florido grazie alla coltivazione di cereali e di olio. Per dare un’idea di quanto fosse florido, il Nordafrica era considerato il granaio dell’impero: secondo alcune stime avrebbe prodotto un milione di tonnellate di cereali all’anno! Con la divisione dell’Impero in Occidente ed Oriente era questa provincia a sfamare la megalopoli Roma, mentre le derrate egizie sfamavano Costantinopoli.

Ma la vera importanza nel tardo Impero di questa provincia era il suo avanzo fiscale, che vedeva nella ricostruita Cartagine il suo fulcro economico ed amministrativo. Avendo pacificato le popolazioni berbere ed avendo il deserto del Sahara come confine meridionale, questa provincia non richiedeva grandi spese per la sua difesa. Questo fece sì che fossero le sue tasse a permettere all’Impero Romano d’Occidente di pagare le legioni necessarie a contrastare (o a corrompere) le nazioni barbare che stavano invadendo l’Impero. Fu la conquista vandalica del 439 d.C. di questi territori a recidere alla giugulare l’erario romano, avviando così quella parte dell’Impero verso il suo dissolvimento finale.

Dopo un secolo di dominazione vandalica, caratterizzata non da una fusione con la popolazione locale come invece avveniva in Europa, ma dalla netta separazione tra conquistatori e conquistati, la Provincia fu riconquistata nel 533 d.C. dal generale bizantino Belisario, riportandola stabilmente sotto il dominio romano.

Tutto cambiò nel VII Secolo quando l’Esarcato Bizantino di Cartagine fu conquistato dagli arabi. Questi nel 698 d.C. fondarono il governatorato di Ifriqiya, fondando una nuova capitale: Qayrawan. All’inizio della loro esplosiva espansione gli arabi, privi di tradizioni marinare e commerciali, tendevano a stabilire nei loro domini delle città-guarnigione lontane dalle coste (anche in Egitto per esempio la capitale fu spostata da Alessandria alla neonata Fustat, poi divenuta Il Cairo). Fu nel X secolo che la capitale fu spostata di nuovo sul mare a Tunisi, processo che permise la crescita economica della regione grazie allo sviluppo delle rotte marittime.

La Tunisia passò sotto il dominio ottomano prima e francese poi per ritrovare la sua indipendenza nel 1954, diventando una repubblica presidenziale sotto Habib Bourguiba, che la resse per trent’anni.

Prima di iniziare la narrazione vi condivido un documentario dell’Istituto LUCE che ho trovato per caso. Si possono vedere le rovine di Cartagine, l’Acquedotto di Zaghouan, Thuburbo Majus, Dougga (ancora abitata dai berberi) ed El Jem. Mi ha colpito molto vedere l’Anfiteatro di El Jem ancora chiaramente visibile dalla distanza essendo al tempo circondato da poche abitazioni ad un piano, mentre ora è affogato dalle numerose palazzine moderne 😬

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